Le Dimissioni di Marino: “rule of law” contro “o’ Sitema”

Oggi si è dimesso Marino da sindaoc del Comune di Roma.

Nel 1992 con Tangentopoli, l’economia si fermò per 1-2 anni e quasi nessuno andò in galera. Nuovi partiti si formarono che per la quasi totalità continuarono come prima o peggio.

Oggi con Marino succede qualcosa di simile, ma senza nemmeno gli onori della cronaca, con media schierati a batteria su presunti pasti a scrocco del sindaco, invece di parlare dell’assalto strutturale ed ininterrotto per centinaia di milioni di euro alle casse del Comune.

Se ne deve concludere che chiunque provi anche solo a non compromettersi e prestarsi all’ “illegalità diffusa di alto livello orchestrata dalla politica”, nei limiti delle competenze di un amministratore, verrà accusato di “non fare”, pressato attraverso vari ostruzionismi finalizzato al peggioramento dei servizi, e manovre di stampa per far perdere consenso politico.

Si è provato ad eleggere magistrati con grande consenso politico come De Magistris, ma non c’è stato quasi niente da fare; come ha provato a fare qualcosa gli bloccavano i trasporti e la monnezza e lo isolavano con i media.

Si è provato con il professore indipendente dall’America, Marino, ma siccome non si partecipa a quello che a Napoli chiamo “o Sistema”, stesso trattamento. Dicono “non lega con i Romani”, perché tutti i media locali dicono che è un ladro nullafacente ed è semplicemente una persona seria.

L’unico modo di uscirne sarà quando un sindaco verrà eletto con il mandato chiaro e centrale – supportato da un partito che con credibilità rispetto alla sua storia – di ripulire il malaffare di strutturale e in grande scala, e NON le ricevutine dei pranzi. Solo allora i media si allineeranno a spiegare ai romani che se i servizi non funzionano e le casse piangono è per il malaffare e non per chi cerca di contrastarlo. Non so se ci sia già in Italia un partito o una forza politica così …

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