Il documentario su Garry Davis, l’assemblea costituente globale e l’intelligenza artificiale

Perchè la visione di Garry Davis di un’assemblea costituente globale è più attuale oggi di allora, oltre 70 anni dopo, dinanzi a minacce per l’umanità ancor maggiori del rischio nucleare.  

E’ iniziato un tour mondiale per la visione della versione pre-finale del documentario “My Country is the World” (“la mia patria è il mondo”) sull’incredibile avventura del primo cittadino del mondo, Garry Davis.

Il documentario, di 79 minuti, incomincia con una testimonianza dall’attore Martin Sheen, che partecipa alla promozione di un progetto collegato di film che è in via di realizzazione. Ecco un trailer di 7 minuti su youtube.

Nel novembre 1948, con una storica intuizione, Garry Davis, attore di Broadway ed ex-pilota USA durante la seconda guerra mondiale, rinunciò volontariamente alla propria nazionalità nel 1945 a Parigi, per dichiararsi cittadino del mondo. Fu il primo cittadino americano della storia a farlo, e prese residenza nella terra franca della prima sede dell’ONU a Parigi in una tenda, chiedendo l’effettiva costituzione di una democrazia globale.

Personalità come Jean Paul Sartre, Eleanor Roosvelt, Camus ed Einstein lo indicarono come simbolo di quello che l’ONU sarebbe dovuto e potuto diventare in quei mesi chiave. Seguendo l’esortazione di Eleanor Roosvelt di “avviare senza indugio un governo mondiale internazionale1, Garry divenne protagonista di un grande movimento sociale e politico che – con manifestazioni di decine di migliaia di persone e azioni spettacolari – chiedeva la convocazione di una vera e propria Assemblea costituente mondiale.

Da allora, creò un servizio di emissione di passaporti mondiale, ed un movimento di cittadini del mondo, che distribuì oltre 950.000 passaporti a cittadini del mondo.

Viaggiò, promosse e scrisse fino all’età di 91 anni, fedele alla sua visione, traversando dozzine di paesi con il passaporto mondiale e attraversando le frontiere diverse decinedi volte. Dopo alcuni decenni il documento è stato riconosciuto formalmente da dozzine di paesi, come documento d’identità secondario, ed in pochi casi come primario.

Tra gli articoli sulla stampa internazionale in occasione della sua morte avvenuta nel 2013 vi sono, quello del New York Times, del Telegraph, oltre ad un breve pezzo dell’Internazionale.

Einstein ebbe a dire: “Mark my words, this boy, Garry Davis, has grasped the only problem which deserves the devotion of contemporary man… the survival of the species. It is a question of knowing whether mankind – the universe of man – will disappear by its own hand, or whether it will continue to exist.”

Dalla rivoluzione francese e americana, le democrazie nazionali sono sempre state create attraverso assemblee costituenti, con rivoluzioni o sommovimenti più o meno violenti. E’ tmepo di riconoscere senza mezzi termini che l’approccio incrementale adottato per la creazione di istituzioni democratiche a livello internazionale è stato completamente fallimentare sia a livello europeo che a livello delle Nazioni Unite.

Dopo tanti decenni, gli stati economicamente più forti (nel caso dell’UE) e i vincitori dell’ultima guerra mondiale (nel caso dell’ONU) si sono consolidati in forme di egemonia oligopolistica con piccoli passi avanti nei processi di integrazione per dare l’impressione di un progresso che, dopo 70 anni, possiamo dire con certezza di essere completamente immaginario.

Oggi come allora,  la via verso la democrazia mondiale ed europea passa per un pieno processo costituente transnazionale. Non ci sarebbe nessun bisogno di forzare gli Stati che possono decidere di non aderire attraverso un referendum popolare, o con decisione parlamentare. Basterebbe che gli Stati che vogliono andare avanti creino una prima assemblea costituente transnazionale, aperta a future adesioni con le stesse condizioni. Il tutto potrebbe anche avvenire all’interno delle Nazioni Unite attraverso un UN caucus dedicato, come delineato in una proposta2 approvata dall’assemblea generale del World Federalist Movement nel 2007.

Ma tutto ciò, come intuì Garry Davis, non potrà mai avere successo, senza un supporto di un vasto movimento sociale e di singoli cittadini globali – oltrechè di città – che solo può fornire i necessari strumenti di controllo e di rappresentatività dei processi costituenti. Ancora Einstein disse “A supra-national institution must have enough powers and independence if it shall be able to solve the problems of international security. Neither can one nor has one the right to leave the taking of such a decisive step entirely to the initiative of the governments.

C’è bisogno di movimento che non chieda riforme graduali ma, con chiarezza e determinazione, l’unico primo passo passo verso la democrazia mondiale: la democrazia mondiale stessa. Davis ha sempre considerato che il più grande ostacolo alla creazione di una democrazia globale è stata la proprio la focalizzazione di Stati e e individui nel migliorare in modo incrementale processi costituenti gravemente inadeguati avviati con l’UE e l’ONU.

Molto più che semplicemente disperdere energie, la legittimazione di processi tali costituenti corrotti e castrati sin dalla nascita – spesso per precisi interessi geo-strategici di breve o lungo periodo – ha impedito più di ogni altra cosa la costituzione di veri processi costituenti globali.

Ma negli ultimi anni, con l’incredibile accelerazione dello sviluppo delle tecnologico, l’umanità non può più permettersi di essere guidata da poche centinaia di super ricchi, finanzieri e imprenditori informatici di enorme successo, e dagli interessi dei governi dei paesi più forti, spesso enormemente influenzati da potentati economici, mass-mediatici, e militari-industriali.

La posta oggi è infatti è ancora più alta del rischio nucleare che guidò e sospinse la creazione dell’ONU dopo la seconda guerra mondiale.

Ai rischi nucleari,sotto molti aspetti irrisolti e accresciuti, si sono aggiunti crescenti e sinergici rischi di catastrofi umanitarie – come cambiamenti climatici, guerre ibride, nuove pandemie, nonchè prospettive di “consolidamento di forme durevoli di governanza globale inumana1 . 

Ma il rischio supremo, che si spera potrà dare una spinta sufficiente per la creazione di una democrazia mondiale, è il rischio per la sopravvivenza stessa dell’umanità, nell’orizzonte dei prossimi 10-70 anni, dovuto allo sviluppo dell’intelligenza artificiale.

E’ di ieri infatti la notizia che un gruppo di aziende ed investitori della Silicon Valley, legati a Facebook e Google, hanno investito 1,000,000,000 (un miliardo!) di dollari in un centro di ricerca non-profit per l’avanzamento dell’intelligenza artificiale.
I suoi creatori e finanziatori, da una parte riconoscono che “E’ difficile financo immaginare quanto l’invenzione dell’intelligenza generale di livello umano possa beneficiare l’umanità, ed è equalmente difficile immaginare quanto essa la possa danneggiare se costruita o usata incorrettamente4.

Ma dall’altra essi definiscono il proprio ruolo come “sarà importante avere un’istituzione di ricerca guida che possa dare priorità ad un buon risultato finale per tutti rispetto ai suoi stessi interessi5. Tali soggetti si sentono, evidentemente, completamente a loro agio nell’immaginare in mano a pochi tecnocrati di successo – e la loro etica, interessi, visioni, e sogni d’immortalità – la governance mondiale della più grande sfida che l’umanità abbia mai affrontato.

Sfida che nell’arco di pochi o pochissimi decenni porterà, con ogni probabilità, a cambiamenti che non hanno precedenti nella storia dell’umanità, fin dalla nascita della vita biologica sul nostro pianeta.

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NOTE

1 La Roosevelt disse: “During a plenary session in the General Assembly, this young man tried to make a speech from the balcony on the subject of how incompetent the United Nations is to deal with the questions before it. How much better it would be if Mr. Davis would set up his own governmental organisation and start then and there a worldwide international government”

2http://www.rufoguerreschi.com/2007/08/29/a-un-blessed-but-democratic-world-constituent-assembly/

3Come disse egregiamente Richard Falk.

4From the OpenAI home page, on Dec 14th 2015: “It’s hard to fathom how much human-level AI could benefit society, and it’s equally hard to imagine how much it could damage society if built or used incorrectly.”

5From the OpenAI home page, on Dec 14th 2015: “… it’ll be important to have a leading research institution which can prioritize a good outcome for all over its own self-interest.”,

 

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