Perchè il M5S dovrebbe perseguire un ICO da $25+ milioni per finanziare una nuova piattaforma di partecipazione completamente controllata da cittadini ed utenti

Le donazioni che l’Associazione Rousseau è riuscita ad attrarre per la sua piattaforma fino ad oggi (€480.415) , ormai dopo molti mesi, sono radicalmente insufficienti per il tipo di investimenti e le competenze necessarie per la realizzazione di una infrastruttura informatica che possa raggiungere pienamente i suoi obiettivi di democratizzazione del sisema politico, e mitigare fortemente i forti rischi alla sovranità del paese, degli iscritti e del movimento, che derivano dai livelli di sicurezza della versione attuale relativamente molto bassi in relazione al modo in cui la si viene usata (voto non palese) e per la portata delle decisione che vi si delegano (scelta candidato premier, presidente, etc).

Verrebbe da pensare che gli italiani e gli iscritti siano semplicemente tirchi o indifferenti. Ma questa conclusione si scontra con il fatto che 4 milioni di italiani si misero in fila per ore nel 2005 per donare la media di 11,5 euro a votante per finanziare i costi della nuova forma di partecipazione per le primarie dell’Ulivo, per un totale di 40 milioni di euro. Le difficoltà di finanziamento dell’Associazione Rousseau è dovuta invece alla grave mancanza di trasparenza, sicurezza, governance democratica, il suo utilizza per voto palese; e la totoale mancanza di progetto tecnologico credibile che si metterebbe in atto se si dovesse attrarre milioni di euro di donazioni.

Riteniamo quindi che donazioni di cittadini italiani ed in particolare esteri arriverebbero a decine di milioni di euro se vi fosse un progetto internazionale e credibile che credibilmente va a risolvere tali criticità, ed inoltre specificasse che l’utilizzo sarebbe limitato a permettere voto palese, mentre il voto non-palese sarebbe possibile solo per mezzo di deliberazioni di persona presso diffusi gazebi ed assemblee mensili. Ciò potrebbe ridurre radicalmente i rischi di sicurezza della piattaforma online.

Vi sono inoltre, nuove forme di finanziamento per progetti/comunità tecnologiche che sarebbero ideali per un tale progetto. Il movimento politico australiano MiVote che ha da poco lanciato una non-profit ed una startup chiamata Horizon State che ha lanciato un Initial Coin Offering (“ICO”) per finanziare la radicale investimento (benchè con piani tecnicamente molto scarsi) nella riscrittura della loro attuale piattaforma di partecipazione online, attiva da febbraio con migliaia di utenti in Australia. Altre iniziative di ICO per voto elettronico remoto includono Boule ICO. L’Associazione Rousseau e/o M5S potrebbero seguire un strategia  simile, ma un progetto di sicurezza e di resilienza della governance molto più elevati, per acquisire in tempi 1-2 mesi e in maniera decentralizzata e democratica risorse per decine di milioni di euro per fare un enorme salto di qualità nella infrastruttura di partecipazione.

Ma una tale iniziativa, avrebbe poca attrattiva sull’attuale mercato dell’ICO, che è tipicamente trainato dagli investimenti e la comunicazione di piccoli e medi investitori in criptovalute della prima ora, che ricercano il mantra della decentralizzazione e dell’opensource della blockchain. Associazione Rousseau e Movimento 5 Stelle – da soli e con le criticità sopramenzionate – apparirebbero molto negativamente a tali soggetti per la poca competenza tecnica dimostrata, il software proprietario e la centralizzazione del controllo e dell’auditing.

Come Trustless Computing Association – e la sua startup spin-off TRUSTLESS.AI – proponiamo  all’Associazione Rousseau e al M5S di partecipare alla realizzazione e fundraising delle piattaforme CivicNet e CivicChain – e relativi apparecchi client CivicPod e CivicKiosk. In costruzione da 4 anni, con partner e advisors di classe globale, essa và a realizzare una infrastruttura totalmente governata dagli utenti della stessa e da cittadini italiani selezionati a campione. In line con i Paradigmi del Trustless Computing – inseriti come requisito obbligatorio per servizi critici in proposta di legge regionale lazioale del M5S nel 2015 – ogni componente critica softare  hardware sarà pubblicamente verificabile nel design sorgente, ed estremamente verificata in relazione alla complessità, in ogni componente critica fino anche al livello di CPU e della fase di fabbricazione, unicità sul panorama mondiale. Sarà completamente open source da sistema operativo in su. L’M5S sarebbe utente finale esclusivo fra partiti EU per i primi 12 mesi e partner tecnologico (UX, requisiti), in cambio di una attiva partecipazione alla parte italiana della campagna di investimento per una Initial Coin Offering da $25M

Alla soluzione e piano per l’ICO ampiamente descritti nei documenti linkati al Summary Overview disponibile di TRUSTLESS.AI, sarebbe aggiunta la capacità del previsto client device CivicPod di poter essere integrato all’interno di CivicKiosks (ch 2.2.4.2. della proposta R&D  (pdf), Aprile 2016).per votazione in luoghi presenziati presso uffici pubblici, gazebo o farmacie.

La governance della piattaforma e della stessa Trustless Computing Association (“associazione non riconosciuta”) sarà, dal momento della sua prima utilizzazione continuativa di più di 10.000 utenti, completamente controllata dagli iscritti al Movimento 5 Stelle (33%) e da un campione (1000) cittadini italiani ed internazionali (33%) e investitori dell’ICO autenticati nella piattaforma (1 €, 1 voto). Esercizio di tale governance potrà avvenire (a) per mezzo della piattaforma stessa – ma solo con CivicPod privato o condiviso, o per mezzo di CivicKiosk, ed in maniera palese – oppure (b) di persona, ad eventi per lo meno mensili e con la possibilità di votare e partecipare a in maniera confidenziale.

Lanciando un progetto del genere, assieme ad un rinnovato programma per la cybersicurezza, potrebbe sospendere l’utilizzo di Rousseau senza perdere la faccia, e quindi finalmente “segnare una svolta andando a promuovere un modificato programma di cybersecurity – sia per i sistemi interni che per i sistemi del paese – che siano davvero radicali e all’avanguardia mondiale, per restaurare la sovranità digitale dello stato, dei cittadini e degli iscritti al M5S”, come scrisse nostro Exec. Dir. Rufo Guerreschi in un commento ripostato da Grillo il 16 agosto scorso, cui fecero seguito discussioni e proposte.

Questa proposta nasce da varie intelocuzioni negli ultimi anni con l’M5S, sintetizzati in questo articolo: https://www.trustlesscomputing.org/2017/09/04/interessamenti-di-primarie-forze-politiche-e-media-italiani-alla-trustless-computing/

 

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