Errore nello Statuto del M5S potrebbe permettere a chi controlla o hackera Rousseau di renderne impossibile la sua modifica

Nel nuovo statuto del M5S il ruolo centrale dell’Associazione Rousseau, di cui pochissimo si sà, è “incorporata”, e quindi non rimuovibile, e inoltre ogni eletto ha obbligo di usare la sua Piattaforma come primario mezzo di comunicazione e azione politica, (anche se si dice pure che altri strumenti telematici potranno essere autorizzati).

Inoltre lo statuto, praticamente, prevede che in caso di attacchi (interni e/o esterni) alla Piattaforma Rousseau di Denial-of-Service-Attack – ovvero che ne limitano radicalmente la fruizione – vengano impedite modifiche allo statuto. L’elevatissimo rischio di duraturi attacchi interni e/o esterni, acuiti da effettiva incompetenza e pochi fondi, sono fortmente acuiti da una eventuale voluta perdurante incompetenza interna che – con enormi lentezze, problemi tecnici, bassissima usabilità e pessima fruibilità – possono virtualmente impedire che voti più della metà degli iscritti e quindi si possa modificare lo statuto.

In nuovo Statuto M5S recita infatti:
“Le votazioni aventi ad oggetto le modifiche del presente Statuto sono valide, in prima istanza, solamente qualora vi abbia partecipato almeno la maggioranza assoluta degli iscritti, in seconda istanza qualunque sia il numero dei partecipanti, e in ogni caso sono assunte a maggioranza dei voti espressi. 
… 
Entro 5 giorni, decorrenti dal giorno della pubblicazione dei risultati sul sito dell’Associazione, il Garante può chiedere la ripetizione della votazione che, in tal caso, s’intenderà confermata qualora abbiano partecipato alla votazione almeno la metà più uno degli iscritti.”

Urge una modifica statutaria urgente, da chiedere a gran voce prima che i migliori abbandonino il progetto, per evitare questa deriva dittatoriale che porta il M5S as essere uno strumento in mano a Associazione Rousseau e/o chi la hackera da dentro o da fuori.

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