Marco Pannella: quello che ha fatto, e quello che ci lasciato da fare

Marco Pannella è stato un enorme beneficio per la democrazia, la libertà e il benessere degli italiani.

Ha sempre scelto di mettere al centro delle sue battaglie i diritti civili, la dignità umana e la democrazia diretta, le questioni più fondamentali e centrali che determinano in maniera assoluta l’efficienza di un sistema democratico nel perguire il benessere dei suoi cittadini.

Ha utilizzato tattiche assolutamente brillanti ed efficaci per arrivare direttamente al cuore della gente e portare all’attenzione o smuove un gran numero di cittadini.

Ha creato in larga parte una larga classe dirigente di persone  molto capaci ed oneste, come Mario Staderini e Marco Cappato, eccetto per alcune eccezioni di soggetti che evidentemente hanno usato il suo movimento per approdare ad altri lidi per motivi politici o di interesse personale.

La pecche maggiori che gli riconosco, e che forse la nuova dirigenza potrà colmare per il successo del loro movimento, sono:

  • Non aver sviluppato forme di coerenti democrazia interna, che fossero coerenti con i principi proclamati di democrazia diretta. Mancanza che è stata ereditata purtroppo dal M5S, fino ad oggi.
  • Aver sottovalutato l’enorme questione dell’accentramento del controllo dei mezzi d’informazione privati, prima di Mediaset e oggi dei colossi stranieri.
  • Non esser stato in grado di attrarre dirigenti in grande di delineare un valida e solida visione per la difesa dei diritti civili e la partecipazione democratica nell’suo e attraverso i mezzi digitali

Ciao Marco,

Grazie di tutto!

Rufo

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Comune di Roma leader mondiale nella democrazia elettronica digitale?!

UPDATE May 20th 2016: una versione estesa ed aggiornata di questo post la trovi qui.

Con le elezioni comunali di Roma del 2016 è per la prima volta possibile che il Movimento Cinque Stelle possa controllare ed amministrare un grande comune d’Italia, il più grande. Sarà un’enorme occasione e responsabilità per dimostrare di poter mettere in pratica i principi di partecipazione, trasparenza e lotta contro corruzione e privilegi tanto affermati fino ad oggi dall’opposizione.

Sarà altresì occasione di implementare con risorse adeguate e sul larga scala, i principi della democrazia diretta e partecipativa fortemente affermati dal movimento, attraverso innovative politiche, tecnologie e processi.

Sarà interessante vedere quali sistemi il Comune di Roma deciderà di adottare, ovviamente attraverso bandi di gara, e in che misura soluzioni attualmente disponibili sul mercato possano fornire livelli di inclusività, di sicurezza e privacy che richiede la Costituzione Italiana, la Carta Europea dei Diritti dell’uomo, e probabilmente i cittadini di Roma, e una buona parte del 97% dei votanti romani del Movimento che hanno scelto di non utilizzare gli strumenti di partecipazione online gratuiti predisposti dal Movimento.

L’amministrazione entrante potrebbe prendere atto della mancanza di tali strumenti e quindi attivare da una parte bandi di gara a breve termine per una fornitura di strumenti per un utilizzo in bassa-scala e/o sperimentale, ed al contempo bandi di gara a lungo termine – in linea e coordinamento con programmi EU pre-commercial procurement, che includano un sostanziale livello di ricerca applicata e sostanziale innovazione di sistemi esistenti per soddisfare i requisiti di cui sopra.

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“Head of NSA’s Elite Hacking Unit: How We Hack” by ABC News

ABS News come out with this article:

http://abcnews.go.com/International/head-nsas-elite-hacking-unit-hack/story?id=36573676

In assessing the veracity and completeness of what the head of NSA Tao says here we should consider it’s important part of its agency mission that hundreds of thousands of potential mid-to-high targets, legit or not, overestimate the manual (as opposed to semi automated) resources and efforts they need to devote per person to continuously compromise them. See NSA FoxAcid and Turbine programs.

So these targets will think NSA “endpoint target list” is small and does not include them, and therefore are fine with end-2-end encryption, and merely moderate or high assurance endpoints, like Tor/Tail, Signal on iOS, or an high end cryptophone.

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Il documentario su Garry Davis, l’assemblea costituente globale e l’intelligenza artificiale

Perchè la visione di Garry Davis di un’assemblea costituente globale è più attuale oggi di allora, oltre 70 anni dopo, dinanzi a minacce per l’umanità ancor maggiori del rischio nucleare.  

E’ iniziato un tour mondiale per la visione della versione pre-finale del documentario “My Country is the World” (“la mia patria è il mondo”) sull’incredibile avventura del primo cittadino del mondo, Garry Davis.

Il documentario, di 79 minuti, incomincia con una testimonianza dall’attore Martin Sheen, che partecipa alla promozione di un progetto collegato di film che è in via di realizzazione. Ecco un trailer di 7 minuti su youtube.

Nel novembre 1948, con una storica intuizione, Garry Davis, attore di Broadway ed ex-pilota USA durante la seconda guerra mondiale, rinunciò volontariamente alla propria nazionalità nel 1945 a Parigi, per dichiararsi cittadino del mondo. Fu il primo cittadino americano della storia a farlo, e prese residenza nella terra franca della prima sede dell’ONU a Parigi in una tenda, chiedendo l’effettiva costituzione di una democrazia globale.

Personalità come Jean Paul Sartre, Eleanor Roosvelt, Camus ed Einstein lo indicarono come simbolo di quello che l’ONU sarebbe dovuto e potuto diventare in quei mesi chiave. Seguendo l’esortazione di Eleanor Roosvelt di “avviare senza indugio un governo mondiale internazionale1, Garry divenne protagonista di un grande movimento sociale e politico che – con manifestazioni di decine di migliaia di persone e azioni spettacolari – chiedeva la convocazione di una vera e propria Assemblea costituente mondiale.

Da allora, creò un servizio di emissione di passaporti mondiale, ed un movimento di cittadini del mondo, che distribuì oltre 950.000 passaporti a cittadini del mondo.

Viaggiò, promosse e scrisse fino all’età di 91 anni, fedele alla sua visione, traversando dozzine di paesi con il passaporto mondiale e attraversando le frontiere diverse decinedi volte. Dopo alcuni decenni il documento è stato riconosciuto formalmente da dozzine di paesi, come documento d’identità secondario, ed in pochi casi come primario.

Tra gli articoli sulla stampa internazionale in occasione della sua morte avvenuta nel 2013 vi sono, quello del New York Times, del Telegraph, oltre ad un breve pezzo dell’Internazionale.

Einstein ebbe a dire: “Mark my words, this boy, Garry Davis, has grasped the only problem which deserves the devotion of contemporary man… the survival of the species. It is a question of knowing whether mankind – the universe of man – will disappear by its own hand, or whether it will continue to exist.”

Dalla rivoluzione francese e americana, le democrazie nazionali sono sempre state create attraverso assemblee costituenti, con rivoluzioni o sommovimenti più o meno violenti. E’ tmepo di riconoscere senza mezzi termini che l’approccio incrementale adottato per la creazione di istituzioni democratiche a livello internazionale è stato completamente fallimentare sia a livello europeo che a livello delle Nazioni Unite.

Dopo tanti decenni, gli stati economicamente più forti (nel caso dell’UE) e i vincitori dell’ultima guerra mondiale (nel caso dell’ONU) si sono consolidati in forme di egemonia oligopolistica con piccoli passi avanti nei processi di integrazione per dare l’impressione di un progresso che, dopo 70 anni, possiamo dire con certezza di essere completamente immaginario.

Oggi come allora,  la via verso la democrazia mondiale ed europea passa per un pieno processo costituente transnazionale. Non ci sarebbe nessun bisogno di forzare gli Stati che possono decidere di non aderire attraverso un referendum popolare, o con decisione parlamentare. Basterebbe che gli Stati che vogliono andare avanti creino una prima assemblea costituente transnazionale, aperta a future adesioni con le stesse condizioni. Il tutto potrebbe anche avvenire all’interno delle Nazioni Unite attraverso un UN caucus dedicato, come delineato in una proposta2 approvata dall’assemblea generale del World Federalist Movement nel 2007.

Ma tutto ciò, come intuì Garry Davis, non potrà mai avere successo, senza un supporto di un vasto movimento sociale e di singoli cittadini globali – oltrechè di città – che solo può fornire i necessari strumenti di controllo e di rappresentatività dei processi costituenti. Ancora Einstein disse “A supra-national institution must have enough powers and independence if it shall be able to solve the problems of international security. Neither can one nor has one the right to leave the taking of such a decisive step entirely to the initiative of the governments.

C’è bisogno di movimento che non chieda riforme graduali ma, con chiarezza e determinazione, l’unico primo passo passo verso la democrazia mondiale: la democrazia mondiale stessa. Davis ha sempre considerato che il più grande ostacolo alla creazione di una democrazia globale è stata la proprio la focalizzazione di Stati e e individui nel migliorare in modo incrementale processi costituenti gravemente inadeguati avviati con l’UE e l’ONU.

Molto più che semplicemente disperdere energie, la legittimazione di processi tali costituenti corrotti e castrati sin dalla nascita – spesso per precisi interessi geo-strategici di breve o lungo periodo – ha impedito più di ogni altra cosa la costituzione di veri processi costituenti globali.

Ma negli ultimi anni, con l’incredibile accelerazione dello sviluppo delle tecnologico, l’umanità non può più permettersi di essere guidata da poche centinaia di super ricchi, finanzieri e imprenditori informatici di enorme successo, e dagli interessi dei governi dei paesi più forti, spesso enormemente influenzati da potentati economici, mass-mediatici, e militari-industriali.

La posta oggi è infatti è ancora più alta del rischio nucleare che guidò e sospinse la creazione dell’ONU dopo la seconda guerra mondiale.

Ai rischi nucleari,sotto molti aspetti irrisolti e accresciuti, si sono aggiunti crescenti e sinergici rischi di catastrofi umanitarie – come cambiamenti climatici, guerre ibride, nuove pandemie, nonchè prospettive di “consolidamento di forme durevoli di governanza globale inumana1 . 

Ma il rischio supremo, che si spera potrà dare una spinta sufficiente per la creazione di una democrazia mondiale, è il rischio per la sopravvivenza stessa dell’umanità, nell’orizzonte dei prossimi 10-70 anni, dovuto allo sviluppo dell’intelligenza artificiale.

E’ di ieri infatti la notizia che un gruppo di aziende ed investitori della Silicon Valley, legati a Facebook e Google, hanno investito 1,000,000,000 (un miliardo!) di dollari in un centro di ricerca non-profit per l’avanzamento dell’intelligenza artificiale.
I suoi creatori e finanziatori, da una parte riconoscono che “E’ difficile financo immaginare quanto l’invenzione dell’intelligenza generale di livello umano possa beneficiare l’umanità, ed è equalmente difficile immaginare quanto essa la possa danneggiare se costruita o usata incorrettamente4.

Ma dall’altra essi definiscono il proprio ruolo come “sarà importante avere un’istituzione di ricerca guida che possa dare priorità ad un buon risultato finale per tutti rispetto ai suoi stessi interessi5. Tali soggetti si sentono, evidentemente, completamente a loro agio nell’immaginare in mano a pochi tecnocrati di successo – e la loro etica, interessi, visioni, e sogni d’immortalità – la governance mondiale della più grande sfida che l’umanità abbia mai affrontato.

Sfida che nell’arco di pochi o pochissimi decenni porterà, con ogni probabilità, a cambiamenti che non hanno precedenti nella storia dell’umanità, fin dalla nascita della vita biologica sul nostro pianeta.

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NOTE

1 La Roosevelt disse: “During a plenary session in the General Assembly, this young man tried to make a speech from the balcony on the subject of how incompetent the United Nations is to deal with the questions before it. How much better it would be if Mr. Davis would set up his own governmental organisation and start then and there a worldwide international government”

2http://www.rufoguerreschi.com/2007/08/29/a-un-blessed-but-democratic-world-constituent-assembly/

3Come disse egregiamente Richard Falk.

4From the OpenAI home page, on Dec 14th 2015: “It’s hard to fathom how much human-level AI could benefit society, and it’s equally hard to imagine how much it could damage society if built or used incorrectly.”

5From the OpenAI home page, on Dec 14th 2015: “… it’ll be important to have a leading research institution which can prioritize a good outcome for all over its own self-interest.”,

 

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We arw alredy in a “digital explosion” a head of Gartner says

said Christian Byrnes, managing vice president at Gartner. “An inflection point in business and technological innovation has occurred, which we refer to as the ‘digital explosion’ and the ‘race to the edge.'”

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“Islamic” terrorism and western state-terrorism can only be reduced together

Today, there was an islamic terrorist massacre in Paris.

Aside from madness, what could the Paris Massacre terrorists, and those that support or strategize behind them, possibly have aimed to achieve?!

It can only be an increase of fear and hate among innocent civilian of 2 different religious faiths and cultures, that would lead to more war in Islamic states, and then to the coming to power of more fanatic irrational regimes that claim to represent true Islamic faith.

But more war in islamic states, with “collateral” massacres and injustices towards millions of islamic civilians, is unfortunately a goal that – for Cristian religious fanaticism and hate, political misjudgment or huge economic interests – has also been very actively promoted by some western private (oil and defense contractors) and governmental actors.

We can’t fight one without the other.

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Welcome to Linear City 2.0, a social and human urban redevelopment concept

For my master thesis in Public Policy and Regional Planning at Rutgers University in 2000, I defined in fine detail an ethical vision I had in 1998 that convinced me to pursue that Master in that school: the technical, political and conceptual business plan for a LINEAR CITY (1.0), i.e. a large-scale intermodal urban corridor RE-development, heavily centered on public transport and light electric vehicles, to make cities social, human and ecologically sound. I even had full 3D animations done by myself with amazing detail:
www.linearcity.org

WELCOME TO LINEAR CITY 2.0

Fifteen years later – given all the advances in self-driving vehicles, and the fact that Linearcity that it will still take many years before they are authorized on the streets, and decades before they reach majority of cars – my Linearity concept could be amended by substituting all feeder systems to the main subway/train – which are in version 1.0 a mix of mixed-grade bus and automated guided buses (i.e. with driver!) – with pure self-driving small buses, but on a mix of separate-grade and mixed-grade. In some case, separate-grade may just be a preferential line well-marked on the asphalt, and sidewalk pedestrian warning, without physical separation.

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Some comments on the Preamble of the Italian Internet “Bill of Rights”

Last July 2015, the Italian parliament approved, through a motion, an Italian Internet “Bill of Rights”. We greatly admire and support the motives of the drafters, many of which are friends, but we believe it necessary to highlight some serious shortcomings to its approach, starting with its Preamble.

PREAMBLE

It has fostered the development of a more open and free society.

This is very arguable. A large majority of digital rights activists and IT security and privacy experts would disagree that, overall, it has.

The European Union is currently the world region with the greatest constitutional protection of personal data, which is explicitly enshrined in Article 8 of the EU Charter of Fundamental Rights.

This is correct, although Switzerland may be better in some regards.Nevertheless, even such standards to date have not at all been able to stop widespread illegal and/or inconstitutional EU states bulk surveillance, until Snowden and Max Schrems came along. Furthermore, even if the US and EU states fully adhered to EU standards, it would significantly improve assurance for passive bulk surveillance, but it would do almost nothing for highly scalable targeted endpoint surveillance (NSA FoxAcid, Turbine, hacking Team, etc), against of tens and hundreds of thousands of high-value targets, such as activists, parliamentarians, reporters, etc.

Preserving these rights is crucial to ensuring the democratic functioning of institutions and avoiding the predominance of public and private powers that may lead to a society of surveillance, control and social selection.

“May” lead?! There is a ton of evidence available for the last 2 years that to a large extent we have been living for many years in a “society of surveillance, control and social selection.”

Internet … it is a vital tool for promoting individual and collective participation in democratic processes as well as substantive equality

Since it has emerged to be overwhelmingly a tool of undemocratic social control, it would be more correct to refer to its potential to “promoting individual and collective participation in democratic processes”, rather than a current actual fact.

The principles underpinning this Declaration also take account of the function of the Internet as an economic space that enables innovation, fair competition and growth in a democratic context.

By framing this at the end of the preamble, it makes it appear that privacy and civil rights needs are obstacles to innovation, fair competition and growth, which is not the case, as the Global Privacy as Innovation Network has been clearly arguing for over 2 years.

A Declaration of Internet Rights is crucial to laying the constitutional foundation for supranational principles and rights.

First, there have been about 80 Internet Bill of Rights approved by various stakeholders, including national legislative bodies. Second, a “declaration of rights” can very well be just smoke in the eyes, if those rights are not defined clearly enough and meaningful democratic enforcement is also enacted. There are really no steps towards proper “Supranational principles and rights”, and related enforcement mechanism, except a number of nations bindingly agreeing to them, similarly to the process that lead to creation of the International Criminal Court.

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Richard Hawking on the great risks of the “default” scenarios for the future of AI

Richard Hawking, the great physicist, sees in the future of humanity like no one else. He sees our greatest risks related to the future of self-improving AI machines:

(1) Human exinction, if AI machines can be controlled at all. He said “Whereas the short-term impact of AI depends on who controls it, the long-term impact depends on whether it can be controlled at all”.

(2) Huge wealth [and power]  gaps, if AI machine owners will allow a fair distribution once these will take on all human labor. He said “If machines produce everything we need, the outcome will depend on how things are distributed.” Hawking continued, “Everyone can enjoy a life of luxurious leisure if the machine-produced wealth is shared, or most people can end up miserably poor if the machine-owners successfully lobby against wealth redistribution. So far, the trend seems to be toward the second option, with technology driving ever-increasing inequality.”

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Is meaningful trustworthiness a requirement of Free Software “computing freedom”?

In this youtube video excerpt (minute 8.33-15.55) from Panel 2 of the Free and Safe in Cyberspace conference, that I organized 2 weeks ago, in which Richard Stallman and myself debate about IT trustworthiness and free software. The entire panel video is also available in WebM format here.

In such excerpt, Richard Stallman said that computing trustworthiness is a “practical advantage or convenience” and not a requirement for computing freedom. I opposed to that a vision by which the lack of meaningful trustworthiness turns inevitably the other four software freedoms into a disutility to their users, and to people with whom they share code. I suggest that this realization should somehow be “codified” as a 5th freedom, or at least very widely acknowledged within the free software movement.

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How could the US government incentivize IT service providers to voluntarily and adequately provide compliance to lawful access?!

More news on Obama’s search for legislative or regulatory solution to lawful access to digital systems.

For some time now, the US government has been ever more often stating that there will not be a mandatory technical requirements to enable remote state lawful access, but that they expect provider to somehow come up autonomously with solutions that would allow for lawful access when needed by investigating agencies.

But any company that decided to come up with some techncial and organizational processes to do so, even with extremely effective safeguards for both the citizen and the investigating agency, would appear to be, and possibly actually be, less secure than competing services or devices that do not provide such access.

This problem could be solved if the US government provided very solid and reliable incentives to those that do, and do in a proper way, i.e., they comply to a minimum of citizen-accountable extreme safeguards, that guarantee both the user and the agency. The US government could approve some solidly enforceable policies that prescribe much higher personal economic and penal consequences for official of state agencies that are found searching or implanting vulnerabilities ONLY for high-assurance IT service providers that offer socio-technical systems to comply to government request, as certified by an independent international technically-proficient and accountable certification body. Such new policies would instead exclude IT service or device providers that do not.

To get 2 beans with one stone, such international body could also certify IT services and devices that offer meaningfully high-levels of trustworthiness, something that is direly missing today. One such certification body is being promote by the Open Media Cluster (that I lead), with the name of Trustless Computing Certification Initiative.

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Le Dimissioni di Marino: “rule of law” contro “o’ Sitema”

Oggi si è dimesso Marino da sindaoc del Comune di Roma.

Nel 1992 con Tangentopoli, l’economia si fermò per 1-2 anni e quasi nessuno andò in galera. Nuovi partiti si formarono che per la quasi totalità continuarono come prima o peggio.

Oggi con Marino succede qualcosa di simile, ma senza nemmeno gli onori della cronaca, con media schierati a batteria su presunti pasti a scrocco del sindaco, invece di parlare dell’assalto strutturale ed ininterrotto per centinaia di milioni di euro alle casse del Comune.

Se ne deve concludere che chiunque provi anche solo a non compromettersi e prestarsi all’ “illegalità diffusa di alto livello orchestrata dalla politica”, nei limiti delle competenze di un amministratore, verrà accusato di “non fare”, pressato attraverso vari ostruzionismi finalizzato al peggioramento dei servizi, e manovre di stampa per far perdere consenso politico.

Si è provato ad eleggere magistrati con grande consenso politico come De Magistris, ma non c’è stato quasi niente da fare; come ha provato a fare qualcosa gli bloccavano i trasporti e la monnezza e lo isolavano con i media.

Si è provato con il professore indipendente dall’America, Marino, ma siccome non si partecipa a quello che a Napoli chiamo “o Sistema”, stesso trattamento. Dicono “non lega con i Romani”, perché tutti i media locali dicono che è un ladro nullafacente ed è semplicemente una persona seria.

L’unico modo di uscirne sarà quando un sindaco verrà eletto con il mandato chiaro e centrale – supportato da un partito che con credibilità rispetto alla sua storia – di ripulire il malaffare di strutturale e in grande scala, e NON le ricevutine dei pranzi. Solo allora i media si allineeranno a spiegare ai romani che se i servizi non funzionano e le casse piangono è per il malaffare e non per chi cerca di contrastarlo. Non so se ci sia già in Italia un partito o una forza politica così …

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A Proposed Solution to Wikimedia funding problem …

… without introducing any undemocratic bias:

Introduce contextual ads made exclusively of product/service comparisons made by  democratically-controlled consumer organizations. In Italy for example there is Altroconsumo org with 100s of thousands of members which regularly produces extensive comparative reports.

In practice: for each new report that comes out, a request is made to the companies producing the product/service in the top 30% to sponsor it publishing inside Wikimedia portals.
Such formula could be extended to Wikimedia video, generating huge funds, arguably without any. Proceed are shared among Wikimedia and the consumer org.

(originally written in 2011, and sent to Jimmy Whale, which found it interesting)

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“f no values-based standards exist for Artificial Intelligence, then the biases of its manufacturers will define our universal code of human ethics. But this should not be their cross to bear alone. It’s time to stop vilifying the AI community and start defining in concert with their creations what the good life means surrounding our consciousness and code.”

http://mashable.com/2015/10/03/ethics-artificial-intelligence/?utm_cid=mash-com-Tw-tech-link

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“Unabomber with flowers”. May it be our best option to stave off AI superintelligence explosion?

There are many ways to try to prevent catastrophic AI developments by actively getting involved as a researcher, political activist or entrepreneur. In fact, I am trying to do my part as a Executive Director of the Open Media Cluster.

But maybe the best thing we can do to help reduce chances of the catastrophic risks of artificial super-intelligence explosion (and other existential risks) become a “Unabomber with flowers“.

By that I mean, we could hide out in the woods, as the Unabomber did, to live in modern off-grid eco-villages somewhere. But, instead of sending bombs to those most irresponsibly advancing general Artificial Intelligence, we’d send them flowers, letters and fresh produce, and invitations for a free travel in the woods.

Here’s what the  wrote in the Unabomber wrote in his manifesto “Industrial Society and Its Future”, published by the New York Times in 1995:  

173. If the machines are permitted to make all their own decisions, we can’t make any conjectures as to the results, because it is impossible to guess how such machines might behave. We only point out that the fate of the human race would be at the mercy of the machines. It might be argued that the human race would never be foolish enough to hand over all the power to the machines. But we are suggesting neither that the human race would voluntarily turn power over to the machines nor that the machines would willfully seize power. What we do suggest is that the human race might easily permit itself to drift into a position of such dependence on the machines that it would have no practical choice but to accept all of the machines decisions. As society and the problems that face it become more and more complex and machines become more and more intelligent, people will let machines make more of their decision for them, simply because machine-made decisions will bring better result than man-made ones. Eventually a stage may be reached at which the decisions necessary to keep the system running will be so complex that human beings will be incapable of making them intelligently. At that stage the machines will be in effective control. People won’t be able to just turn the machines off, because they will be so dependent on them that turning them off would amount to suicide.

My wife Vera and my dear friend Beniamino Minnella surely think so.

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